Aritmetica degli antichi Messapi

Durante l’era di Pitagora, come molti di voi sapranno, i greci usavano i simboli delle lettere per simboleggiare i numeri. Nella seguente tabella è riportato il sistema numerico e alfabetico del Greci che in una parola diventa: “sistema alfaritmetico”. Quando gli antichi greci scrivevano una parola, pertanto, scrivevano allo stesso tempo un numero ovvero il corrispondente “lexarithmos” (il termine lexarithmos è combinazione delle parole greche “lex” = “parola” e “arithmos” = “numero”).

Il sistema alfaritmetico dei Greci

Il sistema alfaritmetico dei Greci

Anche i Messapi utilizzavano lo stesso sistema, infatti, il Bernardini, nella sua “La Rudiae Salentina” ci narra che a Rudiae nel 1886,

…nel fondo Viola fu trovato un ipogeo aperto in precedenza, nel quale erano rimasti alcuni vasetti rozzi, di forme comuni e un iscrizione su lastra calcarea di m.0,41 x m.0,38, frammentata nella parte superiore. Vi si leggeva: IVLIVS PITHEROS

Essa si conserva nel Museo Sigismondo Castromediano col N.48. Nell’interno della tomba si notò un grosso mattone, che copriva la fossetta centrale, dove vi era un vaso fittile contenente le ossa bruciate di un fanciullo, nonchè quindici tessere di osso. Anche le predette tessere si conservano al museo col numero n.3024″.

Le Tessere Rudine di Julius Pitheros

Le Tessere Rudine di Julius Pitheros

Dall’analisi delle tessere si evince che esse avevano sicuramente un uso scolastico, essendo state trovate nella tomba di un fanciullo, e rappresentano i numeri da 1 a 15 in numeri romani e corrispondenti caratteri greco-messapici. Così come nell’antica Grecia, anche in Messapia i numeri si rappresentavano con le lettere maiuscole dell’alfabeto. Da 1 a 9 con le lettere da alfa (A) a teta (Θ), da 10 a 19 con le stesse ma precedute dalla iota (I), da 20 a 29 dal koppa (K), e così via…

Tali tessere possono pertanto essere considerate proprio un simbolo della transizione dalla cultura ellenistica a quella latina (III-II sec A.C.)

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