Paolo Cavone 8 Febbraio 2017
Ricostruzione 3D dell'anfiteatro di Rudiae (Università del Salento)

Si è conclusa da poche ore, presso una gremitissima sala open-space (“little-space” 🙂 ) di Palazzo Carafa in Lecce, la conferenza sulla presentazione del testo “Rudiae ed il suo anfiteatro” a cura del Prof. Francesco D’Andria (1).

Conferenza "Rudiae e il suo anfiteatro"
Conferenza “Rudiae e il suo anfiteatro”

Mi ha fatto molto piacere vedere tanti concittadini di tutte le età partecipare all’evento: dagli studenti del Liceo Classico alla mia docente di Italiano del Fermi a dotte signore della west-cost americana! (ho origliato che provenivano da San Francisco..).

Dopo i saluti del Sindaco e dell’Assessore ai lavori pubblici, abbiamo assistito alla lectio magistralis dell’Emerito Prof. D’Andria, il quale col suo noto savoir faire, ci ha svelato le ultime scoperte sul nostro secondo anfiteatro romano nelle campagne di Rudiae a pochi chilometri dal capoluogo Salentino e dopo poco più di cento anni dalla scoperta dell’anfiteatro di Lupiae.

Ricostruzione 3D dell'anfiteatro di Rudiae (Università del Salento)
Ricostruzione 3D dell’anfiteatro di Rudiae (Foto: Università del Salento)

L’opera, a differenza di quello Leccese, fu costruita interamente da maestranze locali con conci di pietra Leccese (opus quadratum) risale al II sec. D.C. e non come, precedentemente ipotizzato, a epoca repubblicana, in particolare è ormai certo che fu fatto costruire da una donna, ovvero quella Otacilia Secundilla già nota per una prima epigrafe (OTACILIA M. F. SECUNDILLA AMPHITEATRUM) scoperta probabilmente sempre a Rudiae(2) alla fine del XIV secolo (3).

Nel corso di questi scavi, infatti, si sono rinvenuti i frammenti di una seconda epigrafe su cui è citata la suddetta matrona Rudina che ereditò una cospicua somma di sesterzi da parte del padre Senatore (Marcus Secundus) e lì investi per la costruzione dell’anfiteatro e/o per sponsorizzare  la propria famiglia presso l’imperatore Adriano (che aveva già ben voluto fatto costruire il porto di Lupiae), prima, e Traiano, dopo.

Ma perchè due anfiteatri a distanza di pochi Km? Ebbene, probabilmente la ragione è da ricercarsi nell’atavico senso paternalistico che contraddistingue da sempre le nostre contrade e i nostri borghi. Così come, ad esempio, Lecce e Bari sono state in combutta calcisticamente parlando, allo stesso modo, Lupiae e Rudiae lo erano per lo stesso motivo: i giochi! Ovvero le “venationes” come dicevano i nostri antenati. I Rudini, in altri termini, decisero di avere il loro luogo dove andare ad assistere agli scontri tra gladiatori, piuttosto che andare a vederli in quello lupiense di Augustea memoria!

La datazione è comprovata da un tesoretto di monete d’argento scoperto durante gli scavi da una giovane archeologa facente parte del team di esperti. Il tesoretto costa di una decina di monete fresche di conio raffiguranti l’imperatore Traiano e furono seppellite sotto uno dei conci che costituiva le gradinate dell’anfiteatro rudino.

Ci piace pensare che fu la stessa Otacilia a nascondere quelle monete per… buon augurio, come diremmo oggi!

Per concludere siamo stati rassicurati che i lavori andranno avanti ed a breve inizieranno i lavori di restauro delle gradinate  per una completa fruizione dell’opera e per riportarlo al suo antico splendore!

Ad Maiora!

 

Bibliografia:

(1) “Rudiae e il suo anfiteatro”, a cura di Francesco D’Andria, Comune di Lecce 2016 – ISBN: 979-12-200-1561-5

(2) Alfredo Sanasi. – P. 145-165 ; 27 cm. – La Zagaglia : rassegna di scienze, lettere ed arti, A. IX, n. 34 (giugno 1967).

(3) “Descrizione, origine e successi della terra d’Otranto” di G. Marciano,  Napoli, 1855.

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